Ehi! Lo straniero alto e bruno continua..una pillola dal 3° capitolo!

….“Ho deciso di firmare il contratto con voi ma a una condizione”. Pausa drammatica. Io, Renzo e Camilla ci guardammo temendo di perdere il cliente più importante che avessimo mai avuto. Fantino sembrava assente. Aveva chiuso gli occhi e aspirava voluttuosamente il suo sigaro. Naturalmente eravamo tutti tesi. Il destino della nostra società pendeva pericolosamente dalle labbra di quel poco simpatico e umorale signore insieme al suo puzzolente sigaro.

Dopo alcuni secondi che ci parvero eterni, Fantino riaprì gli occhi.

“Sarete costantemente affiancati da un mio uomo di fiducia che farà in modo che la formula rimanga come deve essere. Segreta.”

“Lo specialista..”, si lasciò sfuggire Renzo

Fantino lo guardò senza espressione.

“Esattamente signor Rocca, lo specialista! Mio figlio vi spiegherà meglio”.

Detto questo, Fantino si adagiò sulla sedia, richiuse gli occhi e si dedicò completamente al suo sigaro.

I nostri occhi si spostarono verso suo figlio Rosario che, con un leggero imbarazzo iniziò a spiegarci la situazione.

“Vedete, solo noi della famiglia conosciamo la formula. Abbiamo organizzato la produzione in modo che chi effettivamente realizza il caffè ne conosca solo una parte. Mio padre, si occupa personalmente della fase finale aggiungendo degli ingredienti, appunto, segreti.”.

“Mi scusi Rosario”, lo interruppe Camilla con tutta la gentilezza possibile, “ma noi non siamo interessati alla formula segreta..”

“Non è questo il punto!” esclamò a gran voce Gerardo Fantino. Camilla tacque.

“Io non vi conosco signori! E intendo tutelarmi al massimo. Quindi voi sarete affiancati per tutto il periodo da un mio uomo di fiducia che controllerà ogni vostro operato, ogni vostra mossa, ogni vostra e-mail, ogni domanda che farete ai miei dipendenti. Controllerà che non vi spingiate mai oltre quello che vi compete. Vi seguirà giorno per giorno, personalmente, qui nel vostro ufficio e ovunque vi recherete per svolgere questo lavoro. Sarà sempre con voi. Prendere o lasciare!”.

Rimanemmo senza parole. Pensavamo tutti a quest’intruso che sarebbe venuto a rovinare le nostre giornate con la sua pesante presenza.

“Non dovete pensare a lui come a un..una..guardia, ecco”, cercò di mediare Rosario, “no, lui sarà per voi, anzi, un prezioso collaboratore che vi potrà illuminare su ogni aspetto. E’ un avvocato specializzato in diritto industriale. Il migliore professionista in questo settore, nonché nostro carissimo amico e quasi facente parte della famiglia in quanto tra qualche  mese si sposerà con mia sorella Margherita.”.

“Dobbiamo darvi una risposta immediatamente?”, chiesi, temendo il peggio.

“Certo che no. Parlatene tra di voi e domani in serata ci farete sapere la vostra decisione. Se sarà positiva, tra due giorni vi farò incontrare con l’avvocato Reali e firmeremo il contratto”.

Non sapevo più cosa pensare. Urgeva uno scambio di idee con i miei soci. Intanto mi chiedevo perché a noi dovessero accadere queste cose assurde. Il balio asciutto! Non si era mai sentita una cosa più assurda. (…)

 


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